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Prestoria

10.000 – 6.500 a.C.

Da recenti raccolte di superficie - sul territorio afferente il Comune Amministrativo di Muzzana del Turgnano - sono state rinvenute numerose testimonianze dell’antica presenza umana, principalmente lungo le direttrici fluviali dell’Arvuncus flumine/Turgnano e della Muzzanella/Cormor. Inoltre, in epoca più tarda, anche lungo i sentieri/tratturi che ne attraversarono le terre[1], seguendo le direttrici EW e NS. Gli antichi abitatori, pertanto, dettero inizio alla colonizzazione di questo territorio e di quello perilagunare alla fine dell’ultima glaciazione würmiana, quando le condizioni climatiche lo consentirono, più o meno 10.000 anni fa[2].

I siti di maggior interesse, sono in particolare, quelli ubicati nella vasta area dello Stroppagallo posta a nord dell’abitato e quella della Torunduze a sud. Essi ci hanno restituito abbondanti reperti selcinei, litici ed ossei, ed attestano l’antropizzazione delle radure limitrofe ai corsi d’acqua già dal Mesolitico recente, meglio noto come Castelnoviano[3], tra 8.000 e 6.500 anni fa.

5.500 – 2.200 a.C.
In altri siti posti ancora più a sud, nella zona perilagunare della Bonifica, vi sono numerose testimonianze litiche, selcinee e ceramiche riferibili al periodo Neolitico o della Pietra Levigata[4]. Uno di essi, quello più esteso ed a lungo frequentato dall’uomo, è caratterizzabile nel complesso delle Terremare di tipo palafitticolo, ed ha restituito numerosi reperti riferibili all’Età del Bronzo Antico e Recente, risalente al periodo storico che oscilla tra il 1.800 ed il 1.200 a.C.[5] È interessante notare che gli insediamenti umani, vennero eretti sulle sommità dei dossi fluviali degli antichi paleoalvei, in particolare sul Dosso Case Stroppagallo – Piancada e sul Dosso Casali Franceschinis - Tenuta Marianis [6], al riparo del libero divagare delle acque.

Lo stesso primo nucleo abitato di quello che in seguito verrà chiamato dai romani il fundum Mucianum, venne eretto su un terrazzamento fluviale stabilizzato dell’antico corso del Cormor, posto in una posizione sopraelevata sul piano di campagna, naturalmente difeso dalle acque delle rogge che ne delimitavano il perimetro[7].

[1]           M. Del Piccolo, I primi abitatori, in Muzzana/Villa Muciana, ‘la bassa’ collana/56, Latisana-San Michele al Tagliamento, 2003. Le selci, in particolare, provenivano dall’area dei monti Lessini, nel veronese.

[2]           A. Fontana, Evoluzione geomorfologica della bassa pianura friulana, Udine, 2006.

[3]           In questi siti, con oltre 8.000 reperti, sono state rinvenute le più elevate concentrazioni di selci dell’intero territorio comunale, ma anche fra le più ricche dell’intera regione Friuli-Venezia Giulia (Fiappo, 2010, Della Bianca, 2010).

[4]           G. Bivi, S. Salvador, Insediamento dell’Età del Bronzo a Muzzana del Turgnano, la bassa – archeologia/1, Premariacco, 1989; la presenza di siti preistorici sui terrazzamenti naturali dei paleoalvei degli antichi corsi d’acqua, è cosa nota e documentata con numerosissimi reperti litici, metallici, ossei e ceramici raccolti in superficie; cfr. M. Del Piccolo, I primi abitatori, cit.

[5]           G. Bivi, S. Salvador, Insediamento …, cit., l’area è stata localizzata lungo un’ansa del paleoalveo della Muzzanella, cinto lungo il fiume da palificazioni poste a protezione dell’insediamento.

[6]           A. Fontana, Evoluzione geomorfologica della bassa pianura friulana, Udine, 2006.

[7]            Per quanto riguarda espressamente il territorio muzzanese, il fiume che maggiormente ha inciso su scala locale l’assetto geomorfologico del territorio, è il Cormor. Sono tuttora evidenti in superficie – dalla zona delle risorgive alla linea di costa lagunare - le tracce degli antichi paleoalvei del fiume e di altri corsi d’acqua minore, con i loro numerosi terrazzamenti  ghiaiosi e sabbioso-ghiaiosi. Il fiume Cormor, in effetti, è stato uno dei maggiori scaricatori del ghiacciaio del Tagliamento ed ha contribuito a formare il settore centrale della pianura friulana (COMEL, 1958), riducendo la propria attività di trasporto solo nell’Olocene, periodo in cui è rimasto a carattere torrentizio; cfr. A. Fontana, Evoluzione geomorfologica …, cit.