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Protostoria

2.200 – 1.200 a.C.

Nella Protostoria, le evidenze della presenza umana sul territorio di Muzzana si fanno via via più marcate. Si tracciano e si delineano i sentieri che diverranno in seguito le direttrici viarie principali fra l’est balcanico e l’ovest padano[1].

A sud della linea delle risorgive, quella che diverrà la romana via Annia, nella protostoria è già un sentiero percorso dai cacciatori raccoglitori locali e dai mercanti medio-orientali in cerca di nuove opportunità commerciali. Dall’abitato di Muzzana, si staccava nel suo settore occidentale una sua diramazione, ‘la via glereata’ o ‘via della selce’, che conduceva al guado di Chiarmacis sullo Stella e da lì verso Quadruvium/Codroipo ed il Tagliamento, attivo probabilmente già dal IV-III secolo a.C. Dallo stesso punto, si staccava un’altra via che attraversava il territorio dello Stroppagallo per dirigersi verso il tratturo nei pressi della Zavattina a Paradiso, e da lì verso le alte pianure e le Alpi. Questa antica direttrice viaria, detta come altre analoghe, ‘via dell’ambra’ e posta lungo l’asse NS ripercorreva il tracciato fluviale dell’Arvuncus flumine (Scalon, a. 1031), che proseguiva verso sud inoltrandosi nella laguna allora emersa, in quello che oggi è il canale Chiasalellis ed il canale  Bioni e negli approdi annessi ai suoi primi nuclei abitati[2].

Nel suo settore orientale, un asse viario congiungeva l’abitato di Marano con San Gervasio e Castions di Strada, sfiorando l’abitato di Muzzana, lungo il tratturo Savalona, levaduzza e Zavattina, ai lati dei corsi d’acqua della Roiatta/Mulvis/Cernitura.

Ma chi furono i primi abitatori di queste terre? “Muzzana si trova sulla strada che sale da Marano, alla foce dello Stella, luogo già frequentato dai Veneti antichi”[3].

Fra le prime popolazioni attestate su questo territorio, una pare fosse quella degli Euganei[4], che venne in seguito in contatto, nel IV secolo a.C., con quella dei Celti[5].

400 – 181 a.C.

La presenza di popolazioni venetiche e celtiche si protrasse su queste terre fino all’arrivo dei Romani, nella seconda metà del III secolo a.C., che si attestò in seguito con la fondazione della Colonia di Aquileia nel 181 a.C.

          Allo sviluppo edilizio di Aquileia, ai suoi traffici commerciali e militari si lega la storia e le vicissitudini del villaggio di Muzzana, che assumerà in seguito, con la centuriazione del suo Agro,  il nome prediale di un suo beneficiario, tale Muttius o Mucianum. La strada che attraversava l’abitato, fu rettificata ed adattata alle nuove esigenze viarie dai Romani, probabilmente nel 187 a.C., e successivamente completata nel 156 0 153 a.C. da T. Annius Luscus, che le darà il nome di via Annia, dopo la deduzione di Aquileia. Lo sviluppo urbano della città romana, favorì poi anche quello del piccolo praedium di Muttius, che con essa intensificò i traffici commerciali rifornendola dei prodotti del suo territorio, lateres, tegulae, embrices, vineis, piscatione et venatione.

[1]           F. Prenc, Muzzana tra protostoria e storia, in Muzzana/Villa Muciana, Latisana-San Michele al Tagliamento, 2003.

[2]           G. Bini, Tutte le strade … le vie di comunicazione nel territorio di Muzzana, in Muzzana/Villa Muciana, Latisana-San Michele al Tagliamento, 2003, cfr. R. Casasola, Le acque di Muzzana, i fiumi, le rogge e un’origine comune, Annuario 2011, San Giorgio di Nogaro, 2011.

[3]           G. Cresci Marroni, M. Tirelli, Orizzonti del Sacro; culti e santuari in Altino e nel Veneto Orientale, Venezia, 2001.

[4]           Cfr. F. Prenc, Muzzana …, cit.;         

[5]           M. Luzzatto, Componimenti di prosa e poesia relativi a Dante Alighieri, e in onore di esso …, Trieste, Società di Minerva di Trieste, 1866, p. 27, “Sembra che, nelle lotte coi Carni montani, i Veneti abbiano avuto la peggio, e venissero scacciati dal tratto posto tra il Tilavento e le Alpi, allora dette venete; tratto che venne quindi occupato dai Carni, i quali costrussero anche città appresso al mare, nel sito dell’odierna Muzzana;