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Il periodo romano

181 a.C. – 476 d.C.
Anche se non ci sono pervenute testimonianze scritte sul periodo Romano, a  Muzzana sono emersi numerosi reperti ceramici, lapidei e vitrei di tale epoca, probabilmente la più fiorente e stabile della storia antica. Nel centro storico, presso l’incrocio tra la consolare via Annia e quella che si dirigeva al guado di Chiarmacis, sono emersi vari elementi vitrei e ceramici, riferibili ad un centro di stoccaggio e magazzino merci[1]. Sul territorio circostante l’Agro aquilejese, sono parecchi i siti riferibili a grandi Ville rustiche romane attestate dal II secolo a.C. al III d.C., in cui le figline – le fornaci - produssero i laterizi per sostenere lo sviluppo della grande colonia latina[2]. Il prodotto fittile finito, fu con tutta probabilità trasportato ad Aquileia sfruttando la via fluviale dell’Arvuncus e che, presso la sua foce adiacente a quella dell’Anaxum (Portus Anaxum), seguiva verso est la direttrice lagunare per giungere alla foce dell’Alsa (Portus Alsa), per raggiungere infine Aquileia risalendo il fiume Natiso/Natissa[3].

            Anche a Muzzana - delimitate le direttrici viarie - i romani provvidero a pianificare il territorio in appezzamenti regolari, la centuriazione, secondo gli assi EW detti decumani, e quelli NS chiamati cardini. Il decumano muzzanese, oltretutto, non è uno qualsiasi, “…L’asse che maggiormente si presta alla funzione di decumano massimo mi pare quello in parte ripreso (tra Tagliamento e Chiarisacco) della via Annia. Il fatto stesso non è senza importanza se teniamo presente il dato, non solo idealmente prescritto ma anche frequentemente realizzato, della coincidenza delle grandi vie con il decumano massimo dei territori attraversati”[4].

          Se l’asse viario che attraversava Muzzana era il Decumano massimo aquileiese, tracce di centuriazione si riscontrano addirittura nel tracciato distale del fiume Turgnano, sede di approdo, “La conferma che in loco vi fosse una attività portuale, si evidenzia anche dall’orientamento dell’ultimo tratto del fiume con direttrice N-NW S-SE. Secondo una recente ipotesi quest’ultimo tratto fluviale fu canalizzato e rettificato in epoca romana riprendendo l’orientamento dei cardini aquileiesi, della cui centuriazione vi è ampia traccia sul nostro territorio”[5].

[1]           Cfr. F. Prenc, Muzzana …, cit. Nelle aree archeologiche denominate MdT 007 e MdT 008, presso la sede di una stazione di sosta e cambio cavalli, lungo la consolare Annia che collegava Julia Concordia ad Aquileia, sono stati rinvenuti numerosi oggetti in ceramica, vitrei e numerose fibule.

 

[2]           Cfr. F. Prenc, Muzzana …, si fa riferimento alle ville romane presenti a nord dell’abitato, al limitare dei comuni amministrativi di Pocenia e di Castions di Strada; ad est nell’area Elti Zignoni, e nella Bonifica di Muzzana. Cfr. R. Casasola, Il canale navigabile sul fiume Turgnano …, Annuario 2014 Ad Undecimum, San Giorgio di Nogaro, 2014.

 

[3]              R. Casasola, Note su alcuni frammenti  inediti  di laterizi con bollo dell’agro aquileiese rinvenuti a Muzzana del Turgnano (Ud), in la bassa/67, Latisana-San Michele al Tagliamento, 2013.

 

[4]             M.P. Muzzioli, La centuriazione di Aquileia. Scelte tecniche nella progettazione, in La forma della città e del territorio, vol. 2, a cura di L. Quilici e S. Quilici-Gigli, p. 15 - L’Erma di Bretshneider, 2005, “Da un punto di vista topografico è da notare che questo è probabilmente  il più meridionale degli assi est-ovest che, evitando le bassure troppo insicure verso la laguna, si trova su terreno sufficientemente stabile, sempre che la regimentazione idrica sia sotto controllo, come dimostrano le scelte moderne (SS 14, ferrovia, e – a non grande distanza - A4)”.

 

[5]              A. Fontana , ‘Evoluzione …, cit., pag 228 ‘…una parte del tratto terminale è stata rettificata e attualmente ha  orientazione 24° W..’. Cfr. R. Casasola, Il canale navigabile …, cit.