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Percorso 5 - Da Carlino a Muzzana del Turgnano

Ippovia torrente Cormor

Notizie ricavate dal sito dedicato all'Ippovia del Cormor

Le brochure sui percorsi dell'ippovia con carte geografiche sono a disposizione per il ritiro presso gli uffici del comune negli orari di apertura al pubblico.

La nuova via del Cormor

È un viaggio a cavallo lungo le strade che costeggiano il Torrente Cormor. È un invito a scoprire una vera è propria opera d’arte rappresentata da uno straordinario paesaggio naturale …. i boschi, la pianura scolpita dall’opera dell’uomo, i fiumi vere e proprie gemme naturalistiche ed infine la laguna in tutta la sua bellezza. Scoprire queste terre a cavallo significa affidarsi ai sensi per vivere in pieno la percezione di un paesaggio in movimento integrandosi perfettamente con un ambiente incontaminato.

Il movimento è lento ed ispirato ai ritmi della natura seguendo le stagioni cogliendone nella loro pienezza i colori, le sensazioni. A cavallo ciò è possibile. Il viaggio, i percorsi sono studiati per abbandonare le rotte obbligate condivise dagli uomini e dai motori e seguire dei tracciati che si snodano nel cuore di un paesaggio dove la solitudine è bella come scrutare un fiore o una chiesetta votiva che interrompe il paesaggio. Scoprire queste Terre a cavallo significa affidarsi ai sensi per vivere in pieno la percezione di un paesaggio in movimento integrandosi totalmente con esso.

Vivere questo territorio dalla sella di un cavallo significa aprirsi ad una luce sempre diversa, leggera come le nebbie dell’alba, confortante come il sole della primavera. Le proposte che seguono sono rivolte a turisti e viaggiatori che amano spostarsi con questo spirito, si fermano a scrutare l’orizzonte ascoltano ciò che la natura offre. Ma queste sono anche Terre ricche di storia e di sapori e nel nostro viaggio potremmo cogliere a pieno tutto ciò che questo territorio ci offre.

Torrente Cormor

Il torrente Cormôr nasce a quota 250m. s.l.m. dall’unione di tre modesti ruscelli che scorrono lungo il versante nord-est del Monte di Buja in corrispondenza della frazione di Madonna; è un corso d’acqua che si snoda lungo un percorso di 63 km., che attraversando le colline moreniche e la pianura friulana sfocia nella laguna di Marano e Grado (Mare Adriatico). Anche se a prima vista sembra un fiume di risorgiva, con una portata perenne e una temperatura dell’acqua pressoché costante, pedemorenico, cioè che ha origine alle pendici dell’anfiteatro morenico dalle acque meteoriche dei rilievi collinari, in parte infiltrate all’interno dei depositi morenici che assorbono l’acqua per poi restituirla all’ingresso della piana. L’origine del toponimo è oscura, ci sono diverse ipotesi: derivazione preromana da Kar= pietra e mar= palude o romana da curm(inia) che significa impaludamento;

derivazione popolare dalla sua caratteristica citata a memoria d’uomo di fiume torrentizio impetuoso nella sua corsa (Cor) per poi tracimare e invadere ampiamente le campagne circostanti il paese di Mortegliano (Mor). Proprio per questa sua caratteristica in un opuscolo del 1899 viene così descritto dal Collini: “I tanti stessi regionali non lo conoscono altrimenti che pel burlesco nomignolo di corre e muore…da cui Cormor”. L’origine del toponimo è  da ricondurre alla radice prelatina (forse celtica) “kurm-”, con significato di “prato umido”, che produce il friulano “cormanìe”, ossia “impaludamento, terreno paludoso”, per le ripetute tracimazioni del torrente nella compagna circostante. Lungo il torrente Cormôr sono presenti formazioni vegetazionali di elevato valore naturalistico e di particolare interesse storico-paesaggistico, in quanto lembi residuali di ben più vaste superfici forestali ridotte, specialmente nell’ultimo secolo, dall’espansione delle colture agrarie intensive.

Si tratta di fasce boschive di varia ampiezza che talora sono interessate dall’esondazione del torrente, e che variano in composizione e struttura anche in relazione al grado di idrofilia oltre, come già accennato all’altitudine e al tipo di suolo. L’attività umana ha fatto sì che tutte le formazioni siano state assoggettate alle cure dell’uomo, e tale azione sul paesaggio si manifesta con diversa intensità dalla costituzione di colture intensive agrarie, con l’impianto di specie forestali autoctone e esotiche, alla diffusione e naturalizzazione di specie ornamentali provenienti da tutto il mondo. Questo corso d’acqua, infatti, pur solcando un paesaggio rurale improntato a una regolare suddivisione degli appezzamenti, secondo i dettami del riordino fondiario dei primi anni sessanta, arricchisce il territorio di aree interessanti dal punto di vista naturalistico.

L'itinerario

[05]PERCORSO

Da Carlino a Muzzana del Turgnano
Questa tratta è tutta attraverso i boschi e la natura incontaminata, ma non solo c’è la possibilità di visitare un sito archeologico il cui impianto di epoca romana fu scavato per la prima volta negli anni settanta. Ma i Boschi di Muzzana sono noti anche per la presenza del tartufo bianco cresce in simbiosi con alcune delle essenze arboree tipiche dei boschi planiziali.