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Usi civici e Pan e Farine di Muçane

Il progetto Pan e farine di Muzane è un esempio concreto di filiera corta, che racchiude in sé sostenibilità ambientale, solidarietà e valorizzazione delle risorse del nostro territorio.


Il tutto è iniziato nel novembre del 2014, quando il Comune di Muzzana del Turgnano (UD) ha deciso di convertire all’agricoltura biologica 90 ettari di terreni ad uso civico, posti a sud del Bosco Baredi o Selva d’Arvonchi. Si tratta delle cosiddette proprietà collettive, cioè terreni agricoli che già nel Medioevo appartenevano alla collettività e venivano usati dagli abitanti del luogo prevalentemente per fare legna o per il pascolo del bestiame. Nel 2017 l’estensione dei terreni destinati alla produzione di frumento tenero è di 27 ettari, di cui 6 destinati alla produzione di farina di frumento; sono stati  anche dedicati 2 ettari alla coltivazione del farro per la produzione di farina di farro. A tutela dell’ambiente e della biodiversità, vengono coltivati seguendo il metodo biologico, in collaborazione con AIAB-APROBIO FVG (associazione italiana agricoltura biologica – Friuli Venezia Giulia). I terreni agricoli sono diventati biologici da novembre 2016.


Il bando per la gestione del progetto è stato vinto dal consorzio di cooperative sociali Il Mosaico, che impiega persone svantaggiate con l’obiettivo di reinserirle nel mondo del lavoro. Il Comune si occupa della coltivazione dei terreni, mentre la macinatura del frumento avviene presso il Molin Novacco di Ajello del Friuli. Questa fattoria sociale è dotata di un mulino a pietra che consente di ottenere diversi tipi di farina con tecniche tradizionali. La farina viene poi venduta a negozi, trasformatori (panifici, pizzerie, pasticcerie, ecc.) e gruppi di acquisto della zona. La sinergia tra solidarietà, rispetto per l’ambiente ed il giusto mix tra innovazione e tradizione rendono questo progetto un esempio virtuoso di filiera corta, in cui tutti i passaggi (produzione, essiccazione, macinatura, vendita e consumo) avvengono sul territorio.
Questo progetto non è però isolato, ma fa parte di una rete virtuosa di iniziative attivate in Friuli da diversi enti: il Comitato frazionale per la gestione dei beni civici di San Marco di Mereto di Tomba ha infatti attivato il progetto Pan e farine di San Marc, mentre il comune di Mereto di Tomba è promotore di Pan e farine del Friûl di mieç.


Tutte queste istituzioni hanno aderito al Forum dei beni comuni e dell’economia solidale del Friuli Venezia Giulia, costituito nel 2012 da numerose associazioni regionali. Autosussistenza, buon vivere e riduzione della dipendenza da altri territori e dal mercato: questi gli obiettivi principali del Forum, che sta lavorando affinchè il Friuli Venezia Giulia diventi una bioregione. L’idea è infatti quella di mettere in atto un insieme di buone pratiche per favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione responsabile del territorio, per favorire pratiche di economia solidale a sostegno delle imprese locali e dell’occupazione. Un esempio? Il prezzo finale della farina è stato concordato tra i vari attori della filiera per far sì che produttori, trasformatori e commercianti ricevano il giusto compenso per il lavoro svolto e, allo stesso tempo, il consumatore paghi un importo equo.


La Regione FVG ha recepito l'importanza di promuovere lo sviluppo civile, sociale ed economico della collettività attraverso l'economia solidale e ha promulgato la Legge regionale 23 marzo 2017, n. 4 (“Norme per la valorizzazione e la promozione dell’economia solidale”) finalizzata a promuovere, attraverso misure di sostegno, le attività e le pratiche di filiera di economia solidale e supportare i soggetti che ne attuano le buone pratiche; riconoscere le forme di coordinamento e rappresentanza dei soggetti impegnati nell'ambito dell'economia solidale, nelle sedi di consultazione regionali e nei rapporti con le istituzioni.

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